Prepararsi all'allattamento è un "plus" per riuscire nell'allattamento. Nella testa, nel corpo, prima, durante.
La motivazione materna è sempre preponderante; sia che l'allattamento sia per voi un'evidenza, una concezione naturale della vostra maternità; sia che esso rappresenti qualche cosa di un po' indefinito, istintivo; sia che esso rappresenti per voi un imperativo fondamentale per il vostro bambino,in termini di salute, relazione; questo desiderio, questa motivazione sono punti prioritari della vostra riuscita.
Può essere incoraggiata, informata, sostenuta, al fine di prendere una pre-decisione. Le apparterrà, alla nascita del bambino, di lasciare giocare il proprio istinto, tenere il suo bambino sulla pelle, lasciare parlare il suo corpo. Questa donna diventata madre potrà nelle ore dopo il parto prendere così la sua decisione di allattare al seno. Oppure no. UNA DONNA NON DEVE ALLATTARE SOTTO LA PRESSIONE DELLA SOCIETA', DEL SUO COMPAGNO, DI SUA MADRE. Allo stesso modo, non deve rinunciare sotto la pressione della gente, dei medici (a questo proposito, bisogna ricordare che non ci sono controindicazioni all'allattamento).
La madre che pensa di allattare, ma che pensa di farlo per far piacere ad altri, cercherà di essere accudita da una terza persona, un'associazione, alla quale lei stessa farà riferimento. Mi è successo nella mia attività di sostegno all'allattamento materno di domandare alla mamma o futura mamma "Ha voglia di allattare" "Lei mi parla molto del suo compagno, ma lei?".
Secondo il grado di "acquiescenza" alla volontà altrui, la futura madre sarà informata su che cos'è l'allattamento, e su cosa non è l'allattamento. Bisogna sempre lasciare una possibilità ed un'apertura, una modalità di meglio comprendere l'allattamento e dunque, con cognizione di causa, prendere una decisione da soli.
Continuare a stare bene nella propria testa, armarsi di forza mentale: non solo ho voglia di allattare, ma posso.
Poche donne non avranno latte a sufficienza. Sono una minoranza, le mamme che per cause fisiologiche dovranno essere veramente molto aiutate, informate, e malgrado ciò dovranno ricorrere a complementi.Per saperne di più: "Dossier mancanza di latte - es. chirurgia mammaria o terapie ormonali ...QUESTO DOCUMENTO SARA' IN FUTURO TRADOTTO IN ITALIANO
http://www.allaitement-jumeaux.com/espaceallaitement/lait/lait02.html
Molte avranno degli abbassamenti nella produzione di latte, evitabili e "guaribili". Potrete allattare i vostri bambini, i vostri gemelli,anche tre, la natura fa in modo tale che i bambini stimolano essi stessi la vostra secrezione.
Panacea che viene proposta così sovente alla maternità e poi dai pediatri, senza parlare dei media (pubblicità dei produttori di latte, di biberon e altro…)· L'allattamento misto riduce il latte· Dare un complemento porta all'allattamento misto e blocca la produzione di latteCiò è riconosciuto dai produttori stessi di latte industriale!!
Questo cappuccetto nuoce alla stimolazione della bocca del bebé sul vostro capezzolo, che riceve dunque meno bene l'informazione sulla secrezione di latte, da cui un rischio di riduzione della produzione di latte; questo cappuccetto deve essere riservato a problemi ben specifici di suzione del bebé (abbastanza rari) o di enormi ragadi (che bisogna trattare, e dunque bisogna determinarne la causa).
Che riempie lo stomaco inutilmente oltre a generare confusione seno/tettarella. Il biberon d'acqua è inutile, poiché la secrezione lattea si adatta totalmente ed immediatamente ai bisogni del bebé. Se ha fame, la vostra secrezione sarà più zuccherata e più grassa, se ha sete, sarà chiara come l'acqua.
che vengono da vostra madre, vostra sorella, una vicina… unicamente se sono positivi, e soprattutto, unicamente se provengono da una persona che ha allattato facilmente e felicemente, o che ha competenze in materia di allattamento. Fate riferimento agli indicatori per rassicurarvi, o fate riferimento ad un professionista o ad un volontario in materia di allattamento materno.
Tra questi:
· 6 pannolini bagnati (minimo) al giorno
· 2 cacche al giorno almeno (il numero di cacche quotidiane può diminuire dopo 6 settimane, fino a raggiungere una cacca ogni 5 giorni….)
· un'aria contenta, soddisfatta
Se il bambino piange, non è sempre fame: bisogna considerare un insieme di elementi prima di pensare che il bimbo che piange ha bisogno di un biberon.
PER UNA LATTAZIONE OTTIMALE, RISPETTIAMO LA MAMMA NEL SUO PARTO ED ASCOLTIAMO I RITMI DEI BAMBINI
Penso sinceramente che conoscendo i possibili argomenti degli altri, ed avendo una risposta da opporre loro, potrete AFFERMARE la vostra volontà di allattare e conservare la vostra FIDUCIA nella natura.
Un giorno, un bambino ha detto NO, gli è piaciuto molto pronunciare questa parola, al punto che l'ha ripetuta: NO, NO, NO. Per la prima volta, si affermava, provava che poteva avere un impatto morale, e non soltanto un impatto materiale, come gettare un oggetto. Il parallelo è sorprendente e contrastato, perché la donna incinta, particolarmente di gemelli, dice "voglio allattare", "come?" "Sì, voglio allattare" ed ecco lo stupore generale. "SI', voglio allattare, lo voglio e lo POSSO fare".
Interviene qui il secondo fattore, la FIDUCIA. Poiché affermarsi di fronte agli altri è una tappa complementare nel nostro percorso, la fiducia E' una tappa primordiale ed essenziale. Agli "altri": famiglia, entourage, ginecologo, pediatra, ostetrica, puericultrice, bisogna saper dire "io posso allattare, al 100%, senza nient'altro che il mio latte, per 6 mesi se voglio, anche più a lungo, e anche continuare oltre i sei mesi, introducendo alimenti solidi, posso allattare dei gemelli senza null'altro se non il mio latte (e anche tre gemelli)".
· Allattare gemelli, ma non è possibile!
· Allattare, ma pensaci bene!
· Allattare, ma non avrai mai abbastanza latte
· Allattare, non ci riuscirai
· Allattare, sai che fatica!
· Allattare, ma è inutile.
· Allattare, ma poi, quando ricomincerai il lavoro
L'umanità si è nutrita per 3 milioni di anni esclusivamente e a lungo di latte materno durante la vita del bebé, ciò p segno che il latte materno cola a fiotti ed è il latte che serve ai nostri bambini.
Stiamo parlando, naturalmente, del percorso di una donna che vuole allattare. Le nascite di gemelli non risalgono soltanto alle ultime generazioni. Allora, come facevano le nonne delle nostre nonne quando avevano gemelli? Come facevano le nutrici, che fossero governanti, o sorelle, cugine, vicine di una mamma che morisse?
E' meraviglioso che madre natura crei e adatti la vita tanto organica che minerale, pensate che madre natura ci ha dato dei seni che non sono capaci di produrre latte in polvere!
Non esiste latte cattivo, sono rarissimi i bambini che sviluppano allergia al latte materno. Si può pensare ad un'allergia a certi acidi amminici della madre, ma si tratta di allergie rarissime e sinonimo di grossi problemi di alimentazione per il bambino
Calcolate il tempo passato in negozio per acquistare il latte in polvere, l'acqua e gli altri materiali, calcolate il tempo di igienizzazione, di preparazione dei biberon, poi il tempo passato a darli, attendere il ruttino, ma anche i brividi la notte seduti in poltrona a dare il biberon della notte, senza contare gli effetti nefasti per il bebé della televisione che guardate durante questo biberon della notte. Allattare non ha mai dato la necessità di stare a letto, se non si ha una gamba rotta. Allattare dei gemelli, lo stesso. Sebbene, talvolta, si vorrebbe rimanere a letto, a casa propria, invece di correre a prendere l'autobus, o trovarsi imbottigliati in macchina, al freddo, o litigare con il capo, perché si è mal compreso ciò che voleva!! Io, allora, avrei dovuto rimanere a letto 18 mesi, dunque, il tempo che i miei bambini hanno iniziato a prendere meno latte!!
Ecco il grosso problema sociale attuale, perché allattare, quando si ricomincia il lavoro? Un altro busillis per la coraggiosa che ha allattato anche se ha ripreso il lavoro: lo svezzamento. Perché svezzamento dovrebbe far pari con ripresa del lavoro? La modifica dell'allattamento è un'altra formulazione, più umana e sociale. Allatto; riprendo il lavoro, certo, ma cosa mi impedisce di dare il latte al seno il mattino prima di partire e la sera rientrando (al nido, dalla nonna, può essere un'occasione di poppata-coccola-ritrovarsi) e cosa mi impedisce di dare il seno tutto il tempo i giorni in cui non lavoro? E se la quantità di latte si abbassa? Posso stimolarla, in diversi modi, ritrovando tutta la quantità adeguata di latte materno; oppure, accontentarmi ormai di poppate-coccole: il latte diminuisce fino a scomparire, ma la messa al seno continua come coccola.
Per quanto ne so, se la mamma è informata e l'allattamento ben condotto, non ci sarà carenza di latte - oppure, casi rarissimi, la mancanza avrà origine fisiologica o ormonale (chirurgia mammaria, scompensi ormonali,..). Al contrario, si potranno avere degli abbassamenti di produzione di latte, o l'impressione di un abbassamento. L'impressione è spesso molto più forte della realtà, d'altronde: una fase di crescita del bebé, improvvisa, la preoccupazione materna e morale; uno dei principi d'oro non rispettati. Che fare, allora? Seguire i principi d'oro per avere del latte, dare il seno a richiesta (i due seni ad ogni poppata); riposarsi, bere, mangiare: in due o tre giorni il problema dovrebbe risolversi.
PENSO MOLTO SINCERAMENTE CHE CONOSCENDO I POSSIBILI ARGOMENTI DEGLI ALTRI, E AVENDO UNA RISPOSTA DA OPPORRE LORO, VOI POTRETE AFFERMARE LA VOSTRA VOLONTA' DI ALLATTARE E CONSERVARE LA VOSTRA FIDUCIA NELLA NATURA (NEI VOSTRI PARGOLI, IN VOI).
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